GANZFELD

31 marzo 2007

L'heiddegeriano Dasein

L’obbiettivo è voler scrivere qualcosa in maniera formalmente piacevole. Si sa, in realtà, di non essere in grado di farlo, ma anche chissenefrega. Si pensa di non poterlo fare perché, prima di tutto, per scrivere di qualcosa bisogna averlo in mente, occorre il complemento oggetto del verbo scrivere. Non averlo rende, teoricamente, impossibile ed inutile tentare di farlo.Ma nei fatti si compie, nel resocontare dell’incertezza che lascia un predicato senza oggetto. Più corretto forse sarebbe dire un Predicato senza Oggetto.

Un freudianio ci vedrebbe qualcosa, più che d’inconscio parlerebbe di preconscio. Perché del proprio inconscio non è possibile parlare, perché se è inconscio non se ne sa nulla, altrimenti, massimo massimo, trattasi di preconscio.
Ma i freudiani li lasciamo perdere che con le loro metafore stancano.
Restiamo sugli incerti, che forse lo sono davvero o forse lo sono per non voler veder chissachè.
O forse lo sono solo perché hanno voglia di scrivere di qualcosa senza avere qualcosa da dire.
Ma, si sa, non si può sempre avere tutto. L’importante almeno è che sia piacevole.

Ma ho la netta sensazione che questo mio tentativo di dialettica escheriana, di piacevole proprio non abbia nulla.
Ma chissà, siamo incerti noi. A volte almeno.

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