GANZFELD

25 gennaio 2007

Si chiacchierava...

Sul forum di questo giornale di Sesto, si chiacchiera di tutto un po'. Visto che non mi lasciano parlare in televisione, come la penso sul Partito Democratico lo scrivo anche qui:

Il problema è che la discussione sul partito democratico che avviene in questi mesi, anni, ha un curioso impianto logico: l’analisi di partenza è unanimemente condivisa ma la conseguenza e diametralmente opposta. Mi pare sia condivisa l’inadeguatezza dell’attuale formazione politica della sinistra, nelle sue diverse forme. Ne è la testimonianza il costante tracollo di voti, ma peggio di iscritti, Che fare? O meglio, cosa facciamo? Io la vedo così: Intanto occorre una partito grande. Che abbia molte centinaia di migliaia di iscritti, un milione mi piacerebbe (tutti vivi, magari), che al suo interno sviluppi la capacità di selezionare la propria classe dirigente attraverso costante formazione, concorrenza e meritocrazia. Quella che poi guiderà il Paese. Per questo il sistema delle primarie americane mi pare possa fornire spunti di riflessione. (e non sto dicendo di fare il partito democratico americano che è un comitato elettorale senza valori e senza segretario). Cosa terrà insieme questo progetto? Beh, chi avrebbe scommesso nel PCI che nel 2006 far qualcosa di sinistra voleva dire liberalizzare? I valori che in una parte, maggioritaria, della sinistra sono condivisi oggi sono quelli della solidarietà, della valorizzazione della comunità, della giustizia e del sostegno sociale. Ma anche della concorrenza, della meritocrazia, della lotta alle corporazioni e ai privilegi di rendita; per la realizzazione dei propri obbiettivi, della possibilità di crescere socialmente e di poterlo fare in una società sicura (chiedetelo a Tony Blair). Per farlo, oltre andare e stare al governo possibilmente per più tempo che in piazza, sembrano necessarie le liberalizzazioni, la concorrenza, le regole di mercato e il mercato. Ma anche lo Stato dove è necessario (come si è detto negli anni ‘50 a Bad Godesberg, a proposito di tradizioni…), nella sanità e nell’istruzione, per esempio. Questi, ma non solo, sono elementi che un governo può decidere di perseguire o meno. Oggi come fra vent’anni. Bisogna creare leggi che perseguano questi obbiettivi, che non sono mai raggiunti una volta per tutti. Questo è ciò che nei fatti hanno fatto Ds e Margherita, o chi sotto questi nomi oggi milita, nel passato governo di centrosinistra, ed in questo; è stato questo che ha ispirato l’opposizione a Berlusconi, questo si è perseguito nei migliaia di anni di amministrazioni locali che abbiamo accumulato in questi 11 anni. E l’etica? Intanto sotto questo nome ci vanno cose molto diverse. E poi: come mai i PACS non erano argomento della passata legislatura di centrosinistra? Come mai non erano un baluardo di progresso nel PCI? Come mai sono nel programma di David Cameron, leader dei conservatori inglesi? Perché queste battaglie di civiltà maturano nella società. La politica può arrivarci prima o dopo, ma ci arriva. Fra vent’anni guai a chi toccherà i PACS in Italia, ne sono certo. Le questioni etiche sono figlie dei tempi che passano, la loro istituzionalizzazione e legittimazione politica non riguarda il se, ma solo il quando. Diverso è cio che accennavo più sopra, le scelte che regolano la vita dell’individuo nella nostra società di mercato, quelle riguardano sia il se sia il quando. Su questo oggi noi Ds e la Margherita convergiamo. Avrei ancora qualcosa da dire, ma ho gia detto troppo. Quindi in ultimo, da laico e 24enne, vorrei dire che non ho grandi verità in tasca. Ho bisogno di confrontarmi, non in un referendum pro o contro l’unificazione di Ds e Margherita ma sulla “società che si organizza” (sempre a proposito di tradizioni) per il perseguimento dei valori che ho, in parte, indicato. Che, chiamateli come volete, spero rappresenteranno il mio futuro.

2 Comments:

  • posso solo concordare...e in qualche modo mi ricorda qualcosa, sai?

    By Anonymous Francesca, at 19:33  

  • posso solo concordare...e in qualche modo mi ricorda qualcosa, sai?

    By Anonymous Francesca, at 19:33  

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