GANZFELD

16 febbraio 2006

Votato

Mi sono imbattuto in questa citazione indiretta di Eco. Credo che il problema dell'insegnamento sia di un'importanza oggi, quanto meno, misconosciuta. La si tratta con una confidenza che, credo, non ci si potrebbe permettere se si percepisse la sua reale importanza.

Eco distingue tra messaggi (retorica) generativi e messaggi (retorica) consolatori. Nel primo caso il messaggio aiuta a ristrutturare le conoscenze pregresse e, producendo un nuovo modo di vedere le cose, mette il soggetto in grado di essere, per proprio conto, produttore di nuove conoscenze. Il secondo tipo di argomentazioni invece si attesta su modelli conformisti e acritici, si serve cioè di modalità espressive consuete per produrre effetti spettacolari o emotivi. I messaggi sono confermati dalle abitudini e dalle aspettative dell'interlocutore e non hanno carica critica e quindi non turbano, ma ovviamente non modificano nulla.


E che non sempre possiamo scegliere l'uno o l'altro. Capita che ci venga imposto, l'uno o l'altro.
Pirsig scrive:

I voti, in realtà, riescono a nascondere l'incapacità d'insegnare, perchè è solo senza voti che gli studenti sono costretti a domandarsi giorno per giorno che cosa stanno davvero imparando, e perchè.


Tutto questo per dire, anzi ringraziare, quei pochi che fin ora ho incontrato e che mi hanno insegnato in "modo generativo".
Gliene sarò grato per sempre.

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