GANZFELD

04 gennaio 2006

Costi quel che costi

E' capitato ormai qualche tempo fà, si parla del Natale scorso, che io abbia comprato un libro. Non è un evento raro, ma che si comprino libri così lo è gia un po' di più: In alto a sinistra, di Erri de Luca. E' un libro di racconti, di una profondità tale che poi quando riemergi devi fare le pause, come un sub. Rimani, nelle pause della risalita, a contemplare lo stile con cui è scritto. E poi quando finisci e riemergi del tutto, sei quasi ricco, come quando ricevi un gruzzolo di soldi inaspettato e corposo che non ti fa ricco in valore assoluto, ma ha il potere di relativizzare la grossa spesa che fai dopo. Che faresti a cuor leggero solo se miliardario.
Poi questo libro l'ho regalato.
Detto questo, uscendo dalla libreria, mi sono accorto di averlo pagato esattamente quanto il beverone, drink, per quelli ganzi, della sera prima nel locale qui di fianco. Succo di frutta e un goccio di qualcosa di molto alcolico e non altrettanto buono.
Ecco: quando i bambini molto piccoli hanno genitori con comportamenti imprevedibili, che non gli permettono di avere una memoria utile al prevederli, tendono ad impazzire. Ora, in un mondo che con le stesse quattro monete permette esperienze così diverse, dal beverone ai libri che poi consigli tutta la vita, uno cosa dovrebbe fare? O impazzire, oppure diventare cinico, alla maniera di Wilde, conoscendo il prezzo di tutto e il valore di niente.

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