GANZFELD

29 dicembre 2005

Al Bicocca



E così Macchianera racconta la Bicocca.

Se esistesse una top ten dei posti più brutti del mondo la Bicocca sarebbe per lo meno in finale. Gli abitanti però sono sensibilissimi: come segno di rispetto per i nostri soldati a Nassiriya, hanno deciso di rispettare anche loro il coprifuoco. Dalle sei in poi la Bicocca oltre che restare brutta è anche morta. E’ un’accozzaglia di edifici abbandonati e obrobri nuovi di zecca. L’altro giorno alla segreteria della facoltà di economia dell’università si è costituito un tizio. E’ entrato e ha detto: “Basta non ce la faccio più, sono stato io a fare la rapina. Portatemi in cella, tanto sono anni che mia mamma diceva che un giorno o l’altro sarei finito a San Vittore”. Non fatevi ingannare dalle apparenze. La Bicocca è volutamente brutta. Se uno vuole qualcosa di bello va a Venzia o a Roma. A Milano ci vengono per vedere noi che abbiamo sempre fretta, la nebbia e gli uffici regionali.
Che da ex-studente ho sempre definito iper-funzionale, come edifici, ma con i banchi delle aule che fanno ombra sul foglio e le segreterie che non funzionano.
Ottima anche la scelta che in nome della celebrazione artistica dell'arch. Gregotti (mica della speculazione, maliziosi!), ha pensato bene di eliminare qualsiasi area verde, che disimpegni, non dico le persone, ma almeno gli sguardi.

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